STATUTO
associazione di promozione sociale
“CIDP Italia”

art. 1 Costituzione
Ai sensi della legge 7 dicembre 2000, n. 383e delle norme del codice civile in tema di associazioni ècostituita l’Associazione di promozione sociale denominata “CIDP Italia”, con sede in Tricase (Le) che ha durata a tempo indeterminato.
Il cambio di sede non necessita di modifica dello statuto.
L’associazione, dopo il riconoscimento di ONLUS, userà sempre la dicitura “CIDP Italia ONLUS”.

art. 2 Scopi
L’associazione non ha finalità di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà socialenei confronti degli associati e di terzi nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.
E’ esclusa qualsiasi finalità politica, sindacale, professionale o di categoria, ovvero di tutela degli interessi economici degli associati.
L’associazione nasce per rappresentare le istanze dei soggetti affetti da patologie del sistema nervoso periferico di verosimile origine autoimmunitaria con particolare attenzione alla malattia rara denominata Polineuropatia Cronica Infiammatoria Demielinizzante il cui acronimo è CIDP .
Sono scopi dell’associazione:

  1. tutela dei diritti civili, nella loro accezione più ampia, delle persone affette da problemi neurologici con particolare attenzione verso la CIDP e le altre neuropatie di verosimile origine immunomediata;
  2. assistenza sociale e sanitaria con particolare attenzione ai pazienti affetti da CIDP o altre neuropatie di verosimile origine immunomediata;
  3. beneficenza in favore di pazienti di CIDP e delle loro famiglie;
  4. istruzione e formazione sulle neuroscienze con particolare attenzione alla CIDP e alle altre neuropatie di verosimile origine immunomediata;
  5. sport dilettantistico in favore dei pazienti neurologici con particolare attenzione alla CIDP e alle altre neuropatie di verosimile origine immunomediata;
  6. stimolare la ricerca scientifica nel campo delle neuroscienze in generale con particolare attenzione alla CIDP e alle altre neuropatie di verosimile origine immunomediata.

Per il raggiungimento di questi scopi l’associazione:

  • si dota di strumenti di comunicazione per informare e sensibilizzare sulle cause, diagnosi e cure sia della CIDP sia delle altre patologie periferiche di verosimile origine immunomediata;
  • raccoglie segnalazioni, reclami e pareri dai pazienti, dalle loro famiglie e da chiunque condivida le finalità dell’associazione;
  • promuove rapporti, collaborazioni e convenzioni con gli enti pubblici locali e nazionali per promuovere linee guida appropriate per il trattamento della CIDP e delle altre patologie periferiche di verosimile origine autoimmunitaria;
  •  promuove rapporti, collaborazioni e convenzioni con le altre associazioni di pazienti o loro federazioni per il raggiungimento di obiettivi comuni;
  • promuove rapporti, collaborazioni e convenzioni con enti pubblici e privati, scuole di ogni ordine e grado, associazioni, società scientifiche, ordini o collegi professionali per la promozione e organizzazione di eventi, corsi o convegni su materie attinenti le neuroscienze con particolare attenzione alla CIDP e alle altre patologie periferiche di verosimile origine immunomediata;
  • stimola la ricerca scientifica sulle neuroscienze, sulla CIDP e sulle altre patologie periferiche di verosimile origine autoimmunitaria.

A tali fini l’associazione può svolgere tutte le attività ritenute opportune, compiere tutte le attività contrattuali ed economiche necessarie, dotarsi di tutti gli strumenti e mezzi idonei al conseguimento degli scopi. Inoltre, l’Associazione potrà svolgere attività commerciali o strumentali a quelle istituzionali, ad esse direttamente connesse, effettuate nei confronti di chiunque al fine di raccogliere i mezzi finanziari occorrenti.
Le attività connesse non devono essere mai prevalenti su quelle istituzionali. Le attività istituzionali e connesse potranno essere gestite in proprio o per conto altrui ed anche tramite terzi.
Sia per le attività istituzionali che per le attività connesse verranno rispettati gli obblighi di legge relativi agli adempimenti formali e contabili.
In ogni caso è fatto divieto di svolgere in qualsiasi forma attività diverse da quelle istituzionali, tranne quelle direttamente connesse e in ogni caso attività che non siano ricomprese nella lettera a) dell’art. 10 del D.Lgs. 460/1997.

art. 3 Associati
Possono far parte dell’associazione le persone fisiche e giuridiche che ne condividono gli scopi.
E’ in ogni caso esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.
Gli associati sono tenuti alla corresponsione di una quota associativa annuale nella misura fissata dal Consiglio Direttivo, alla partecipazione alla vita associativa, nonché al rispetto dello Statuto e delle deliberazioni prese dagli organi sociali.
Le quote e i contributi associativi sono intrasmissibili e non sono rivalutabili.
Ai fini dell’adesione all’associazione, chiunque ne abbia interesse può fare domanda scritta e motivata al Consiglio Direttivo, che provvede all’ammissione sulla base delle motivazioni esposte dal richiedente.
Contro l’eventuale diniego di ammissione, motivato, è possibile proporre appello all’Assemblea.
Il Consiglio Direttivo provvede all’esclusione del socio che abbia dimostrato di non condividere gli scopi dell’associazione o in caso di mancato pagamento della quota sociale.
Contro il provvedimento di esclusione è possibile proporre appello in Assemblea.
L’ordinamento interno dell’associazione è ispirato a criteri di democraticità ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, le cariche associative sono elettive e tutti gli associati possono esservi nominati.
L’associazione per il perseguimento dei propri fini istituzionali si avvale prevalentemente delle attività, prestate in forma libera e gratuita, dagli associati.
In caso di particolare necessità, l’associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestatori di lavoro autonomo o professionale, anche ricorrendo a propri associati.
E’ in ogni caso fatto obbligo di osservare tutte le limitazioni di cui al comma 6 dell’art. 10 D. Lgs. 460/1997 ed in particolare è vietata la distribuzione indiretta di utili o di avanzi di gestione come di seguito indicata:
a) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi a soci, associati o partecipanti, ai fondatori, ai componenti gli organi amministrativi e di controllo, a coloro che a qualsiasi titolo operino per l’organizzazione o ne facciano parte, ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore dell’organizzazione, ai loro parenti entro il terzo grado ed ai loro affini entro il secondo grado, nonch・alle societ・da questi direttamente o indirettamente controllate o collegate, effettuate a
condizioni pi・favorevoli in ragione della loro qualit・.
b) l’acquisto di beni o servizi per corrispettivi che, senza valide ragioni economiche, siano superiori al loro valore normale;
c) la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1994, n. 645, e dal decreto-legge 21 giugno 1995, n. 239, convertito dalla legge 3 agosto 1995, n. 336, e successive modificazioni e integrazioni, per il presidente del collegio sindacale delle societa’ per azioni;
d) la corresponsione a soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati, di
interessi passivi, in dipendenza di prestiti di ogni specie, superiori di 4 punti al tasso ufficiale di sconto;e) la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20 per cento rispetto a quelli previsti dai contratti collettividi lavoro per le medesime qualifiche.

art. 4 Organi dell’Associazione
Gli Organi dell’associazione sono:
 l’Assemblea degli associati;
 il Consiglio Direttivo;
 il Presidente;
 il Collegio dei Revisori (se attivato).

L’Assemblea si compone di tutti gli associati in regola con il versamento delle quote associative.
Essa è convocata dal Presidente almeno una volta all’anno e tutte le volte che sia necessario, ovvero quando ne faccia richiesta almeno un decimo degli associati. La convocazione è fattamediante avviso scritto e sul sito dell’associazione, almeno dieci giorni prima, con indicazione del luogo, dell’ora e degli argomenti all’ordine del giorno.
In particolare, l’Assemblea delibera sull’approvazione del bilancio e sulla nomina del Direttivo.
In prima convocazione l’Assemblea è validamente costituita con la presenza della metà più uno degli associati; in seconda convocazione è validamente costituita con qualsiasi numero di associati presenti.
Ciascun associato deve intervenire personalmente. Tuttavia i soci affetti da patologie tali da pregiudicarne la partecipazione in presenza, possono richiedere l’autorizzazione a conferire una delega ad altro socio. A tal fine l’assemblea approva uno specifico regolamento.
L’Assemblea delibera anche sulle modalità per una eventuale partecipazione in videoconferenza.
L’Assemblea delibera con la maggioranza più uno degli associati presenti sia in prima che in seconda convocazione.
L’Assemblea straordinaria degli associati può modificare il presente Statuto a condizione che ad essa partecipi la maggioranza degli associati e che la delibera di modificazione sia assunta con il voto favorevole dei due terzi dei presenti. Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione, e la devoluzione del patrimonio, occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.
L’Assemblea delibera il numero di componenti il Direttivo che in ogni caso deve essere un numero dispari non inferiore a 3.
Il consiglio Direttivo dura in carica tre anni ed i suoi membri possono essere rieletti.
In caso di morte o dimissioni di un consigliere prima della scadenza del mandato, il Direttivo provvederà alla loro sostituzione mediante cooptazione.
Qualora, per qualsiasi motivo, venga a mancare la maggioranza dei consiglieri, l’intero Consiglio Direttivo si intenderà decaduto e dovrà essere rinnovato.
La carica di consigliere è gratuita.
Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’associazione, salvo quanto è riservato alla competenza dell’assemblea dalla legge e dal presente Statuto.
Al Presidente, eletto dall’Assemblea dei soci, spetta la rappresentanza legale dell’associazione di fronte ai terzi e in giudizio.
In caso di assenza o impedimento, viene sostituito dal Vicepresidente eletto all’interno del Consiglio Direttivo.
Se costituito il Collegio dei Sindaci Revisori, l’Assemblea ordinaria degli associati nomina tre Revisori dei conti effettivi e due supplenti, anche tra i non associati. Essi assistono alle riunioni del Consiglio Direttivo e vigilano sull’amministrazione dell’associazione e sull’osservanza del presente Statuto.
Durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

art. 5 Articolazione territoriale
L’Associazione promuove la costituzione di sezioni/associazioni locali operanti in ambito comunale, provinciale o regionale.
L’assemblea dei soci delibera sulle modalità di coinvolgimento e di rappresentanza delle sezioni/associazioni territoriali.

art. 6 Bilancio Consuntivo e Preventivo
Il Consiglio Direttivo predispone la bozza dei bilanci preventivo e consuntivo da sottoporre all’assemblea per la relativa approvazione.
Il bilancio consuntivo si compone di un rendiconto economico-finanziario relativo all’esercizio sociale che va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno e deve essere approvato a maggioranza dall’Assemblea entro e non oltre il 30 aprile dell’anno successivo.
E’ vietata la distribuzione anche indiretta di proventi, utili o avanzi di gestione, gli eventuali utili o avanzi di gestione dovranno essere reinvestiti ed impiegati a favore delle attività istituzionali previste dal presente Statuto.
Il bilancio preventivo è approvato a maggioranza dall’Assemblea entro e non oltre il 30 aprile dell’anno a cui si riferisce.
I bilanci devono restare depositati presso la sede sociale per i quindici giorni precedenti le assemblee che li approvano, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivati interessi di consultazione.

art. 7 Risorse economiche e Patrimonio dell’Associazione
Le risorse economiche e il patrimonio dell’associazione, utilizzabili unicamente per l’esercizio delle sue attività statutarie, sono costituiti da:
a) quote e contributi degli associati e da erogazioni liberali degli associati e di terzi;
b) eredità, donazioni, lasciti testamentari e legati;
c) contributi di enti pubblici finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
d) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati, ovvero entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al funzionamento dell’associazione, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;
e) proventi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese agli associati e a terzi, anche nell’ambito di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzata al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
f) altre entrate compatibili con le finalità sociali.

art. 8 Responsabilità patrimoniale
L’Associazione risponde, con i propri beni, dei danni causati per l’inosservanza delle convenzioni stipulate.
L’Associazione, previa delibera del Consiglio Direttivo, può assicurarsi per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extracontrattuale dell’Associazione stessa.

art. 9 Scioglimento dell’Associazione
In caso di scioglimento dell’associazione, l’Assemblea provvede alla nomina di uno o più liquidatori, anche non associati, determinandone gli eventuali compensi.
Il patrimonio residuo sarà devoluto ad altra organizzazione non lucrativa di utilità sociale o a fini di pubblica utilità previa acquisizione del parere da richiedere all’organismo di controllo ex art. 3, comma 190, L. 662/1996

art. 10 Disposizioni finali
Per quanto non espressamente previsto nel presente statuto si fa riferimento alle norme del codice civile e alla normativa vigente in materia.