Tutele e assenza dal lavoro per persone con neuropatie disimmuni

Numerose persone ci hanno chiesto se i pazienti con neuropatie disimmuni hanno delle tutele particolari per assentarsi dal lavoro in questo periodo di rischio di contagio da coronavirus ed eventualmente quali certificazioni è necessario produrre al datore di lavoro.

In un precedente post abbiamo spiegato che i pazienti con neuropatie disimmuni non sono di per sè da considerarsi immunodepressi ma va prestata particolare attenzione nel caso di piani terapeutici che prevedano come terapia esclusiva o di supporto cortisonici, immunosoppressori, plasmaferesi o altri farmaci assimilati.

Recenti decreti hanno introdotto lo smart working tuttavia alcuni pazienti devono ancora recarsi sui luoghi di lavoro esponendosi a un potenziale rischio di contagio. In questo caso è possibile ricorrere ai benefici che la legge prevede per la loro tutela.

Che cosa dice la legge

L’art. 26 comma 2 del Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18 “Cura Italia” prevede che le assenze dal servizio prescritte dalle competenti autorità sanitarie siano equiparate al ricovero ospedaliero.

Si applica sia ai dipendenti privati, sia pubblici già dichiarati disabili in situazione di gravità ai sensi della legge 104/1992 articolo 3 comma 3 oppure a tutti coloro che sono stati dichiarati disabili non gravi ai sensi dell’art. 3 comma 1 della legge 104/1992 per i quali il competente organo medico legale attesti una condizione di rischio derivante da immunosoppressione o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita.

Il parere dell’INPS

Nel parere rilasciato dall’INPS di Parma al relativo Ordine Provinciale dei Medici, si dichiara testualmente che “in situazione di emergenza COVID 19, pazienti con patologia cronica e/o immunodepressi ma asintomatici sono da ritenersi a maggiore rischio di contrarre infezione” e prosegue “Pertanto l’INPS accetterà i certificati di malattia in casi simili da identificarsi col codice V07 (persone con necessità di isolamento, alti rischi potenziali di malattie e misure profilattiche) ” e infine dispone che sul certificato “andrà specificata in campo diagnosi la patologia cronica associata o la causa di immunodepressione.” (Fonte https://www.omceopr.it/2020/03/17/inps-corretta-identificazione-dei-casi-da-tutelare-con-certificazione-di-malattia/ )

Chi ha diritto ai benefici e come

Quindi, i pazienti in possesso del riconoscimento di disabilità grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/1992 accedono direttamente ai benefici previsti dalla normativa.

Accedono ai benefici anche i pazienti dichiarati disabili (non gravi) ai sensi dell’art. 3 comma 1 della legge 104/1992 e che sono in possesso del certificato di malattia rara, rilasciato da un centro di riferimento di malattia rara, con i seguenti codici:

RF0180 – Polineuropatia Cronica Infiammatoria Demielinizzante
RF0181 – Neuropatia Motoria Multifocale
RF0182 – Sindrome di Lewis Sumner
RF0183 – Sindrome di Guillain-Barrè (limitatamente alle forme invalidanti).

In conclusione, se sei un paziente che non può accedere allo smart working, hai timore che andare al lavoro ti esponga a rischi di contagio e hai i documenti appena citati, puoi contattare il tuo medico curante. Verificate le condizioni, il medico deciderà se rilasciare il certificato con codice V07, indicando nelle note la diagnosi di malattia rara oppure la presenza nel piano terapeutico di una terapia immunosoppressiva.