Il Day Hospital abortito.

Il Ministero della Salute sta preparando il “Patto per la Salute”. Si tratta di un documento fondamentale che definirà quale sanità avranno gli italiani nei prossimi anni. Prima di proporlo al Parlamento per l’approvazione, il Ministro Giulia Grillo ha fatto un avviso invitando le associazioni di pazienti a esporre la propria posizione. la CIDP Italia ha riproposto il tema della esigibilità dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ed in particolare ha posto la questione del regime di somministrazione delle immunoglobuline umane per via endovenosa. L’art. 43 comma 2 dei nuovi LEA afferma che le infusioni endovenose di durata superiore all’ora si fanno in regime di day hospital terapeutico e non in modalità ambulatoriale e neanche, a meno che non vi siano situazioni cliniche particolari, in regime di ricovero a tempo pieno. Ora il punto è che i posti di day hospital sono posti letto a tutti gli effetti e le neurologie non ne hanno a sufficienza e quelli che hanno sono già saturi con altre patologie. Aggiungere posti di DH significa aumentare i costi ma anche aumentare il personale sanitario a supporto. E anche chi ha i posti di day hospital disponibili non lo fa perchè la tariffa che lo stato riconosce è comprensiva del costo del farmaco che è ad alto costo. E questo perchè l’accordo stato-regioni sulla mobilità sanitaria consente di rendicontare a parte, in regime di day hospital, solo i farmaci per gli oncologici. Eppure il paragrafo dedicato si chiama “farmaci ad alto costo” e non “farmaci chemioterapici”.
Perciò il diritto a ricevere la prestazione in regime di day hospital è abortito ancora prima di nascere. Ministro, che dici? Ce la possiamo fare?