Scrivici su Whatsapp

    • 27 NOV 18
    Il Rituximab in 648/96 per la Polineuropatia Anti-MAG

    Il Rituximab in 648/96 per la Polineuropatia Anti-MAG

    La polineuropatia anti-MAG è comunemente considerata una variante della CIDP per via dei sintomi simili. In realtà si tratta di una malattia dovuta a fattori completamente differenti e legata alla presenza di anticorpi IgM con attività anti-MAG (glicoproteina-mielina-associata). Colpisce di solito gli uomini, tra i 50 e i 60 anni e la elettromiografia evidenzia una demielinizzazione prevalentemente verso la parte terminale di mani e piedi.
    Il decorso clinico è di solito lento. Il trattamento si basa sulla somministrazione di immunosoppressori come il rituximab. L’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, con provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 ottobre 2018 ha autorizzato l’erogazione del farmaco a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale .
    I pazienti che potranno accedere a questo farmaco devono soddisfare i seguenti criteri di inclusione:

    • età >18 anni;
    • diagnosi di neuropatia associata ad anticorpi anti-MAG;
    • pazienti con disabilità significativa con punteggio scala INCAT per la disabilità ≥ 3 per i quali i potenziali benefici vengano considerati superiori ai rischi;
    • assenza di significative comorbidità che possano controindicare la terapia immunomodulante.

    L’AIFA ha inoltre istituito un registro specifico per la somministrazione di questo farmaco.
    Il provvedimento di AIFA è importante perché numerosi studi recenti tra i quali anche le tesi di laurea di specializzazione in Neurologia vincitori del PREMIO CIDP 2017 assegnato dall’associazione hanno dimostrato come il rituximab possa essere considerato a tutti gli effetti il trattamento di prima linea in questa patologia.
    È tuttavia doveroso precisare come in alcune regioni ai pazienti di Polineuropatia anti-MAG è assegnato il codice esenzione RF0180 considerandola a tutti gli effetti una CIDP-atipica mentre altre regioni, nell’ambito della propria autonomia, hanno previsto una specifica denominazione lasciando però invariato il codice esenzione.
    Si tratta di comportamenti eterogenei che l’associazione auspica possano trovare uniformità di gestione nel prossimo futuro.

    fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/10/22/18A06807/SG