• 10 MAG 18
    Neuropatie e Vaccini: il parere del prof. Guido Cavalletti

    Neuropatie e Vaccini: il parere del prof. Guido Cavalletti

    Il rapporto neuropatie e vaccini è sempre stato un argomento di estremo interesse per i pazienti affetti da neuropatie disimmuni sia per loro stessi sia per eventuali figli.

    Nel corso del recente convengo della società scientifica del Nervo Periferico vi è stata una relazione sul tema da parte del prof. Guido Cavalletti, Professore Ordinario di Anatomia Umana presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca dove dirige la Experimental Neurology Unit, un laboratorio integrato di ricerca interdisciplinare preclinica/clinica del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, e coordina il Dottorato in Neuroscienze.

    Riportiamo qui di seguito il suo contributo e lo ringraziamo.

    ll rapporto tra vaccinazioni e malattie autoimmuni è da tempo al centro di aspre discussioni tra sostenitori della utilità delle prime e timori per la possibile relazione causale con le seconde. Il tema è intrinsecamente difficile da affrontare perchè gli eventuali effetti avversi seri delle vaccinazioni che riguardano il sistema nervoso sono estremamente rari, e quindi difficili da studiare con le comuni tecniche epidemiologiche. Nell’ambito specifico delle neuropatie infiammatorie la cosa è resa ancora più complessa dal fatto che esse sono a loro volta malattie rare. Tuttavia, estesi studi sono stati condotti per verificare una possibile relazione di causa-effetto tra vaccinazione anti-influenzale stagionale e insorgenza di sindrome di Guillain-Barrè (SGB), prototipo delle neuropatie infiammatorie acute. Questa possibile “relazione pericolosa” è stata ipotizzata a seguito di un incremento di casi di SGB verificatosi negli Stati Uniti nell’inverno 1976-1977, in concomitanza con una campagna vaccinale anti-influenzale capillare. Studi successivi non hanno confermato che ci sia con sicurezza un incremento del rischio di ammalarsi di SGB nei soggetti vaccinati, ma hanno condotto a definire linee-guida che indicano la necessità di procedere con cautela nella vaccinazione di soggetti che avessero presentato una SGB in un periodo temporalmente correlato con una precedente vaccinazione anti-influenzale. I dati sono molto più vaghi quando si considerano altre vaccinazioni con ampia diffusione, quali la vaccinazione trivalente contro difterite-tetano-pertosse, quella contro il virus della epatite B o contro il papilloma virus umano, ma allo stato attuale si può affermare che non esistono evidenze scientifiche convincenti che indichino come probabile un nesso causale tra queste vaccinazioni e l’insorgenza di neuropatie infiammatorie. Lo stesso vale per una possibile predisposizione genetica a sviluppare neuropatie infiammatorie, sia spontaneamente che a seguito di vaccinazioni.

    Come comportarsi quindi quando si pone il quesito relativo alla opportunità di vaccinare un soggetto affetto da neuropatie infiammatorie? Per quanto riguarda le vaccinazioni essenziali, l’unica precauzione (che non è comunque una controindicazione assoluta) va rivolta verso soggetti che avessero presentato una chiara evidenza dell’esordio di una SGB dopo una vaccinazione precedente. Per quanto riguarda invece vaccinazioni stagionali ed opzionali, come nel caso della vaccinazione anti-influenzale, come in tutti i soggetti va valutato nel singolo paziente il rapporto rischio-beneficio generale, dove la presenza di una neuropatia infiammatoria in corso è solo uno degli elementi da considerare e che non rappresenta di per sè una controindicazione assoluta: non dimentichiamoci che se da un lato era emerso il sospetto che la vaccinazione possa indurre una GBS, certamente la letteratura scientifica è ricca di casi di esordio dopo infezioni spontanee!