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Percorso Diagnostico Terapeutico ed Assistenziale

PDTA

Il PDTA è l’acronimo di Percorso Diagnostico Terapeutico ed Assistenziale ed è un documento ufficiale approvato dalle regioni che disciplina e uniforma nel proprio territorio la diagnosi e la presa in carico dei pazienti di quella patologia.

La parte diagnostica e terapeutica è per lo più derivante da linee guida nazionali o internazionali della comunità scientifica e le differenziazioni sono inesistenti o marginali.

La parte assistenziale del PDTA è quella che più di altre risente della regione nella quale si risiede e dell’organizzazione dei servizi sanitari. Ad esempio chi è preposto alla fornitura del farmaco, chi organizza ed eroga la prestazione neurologica o riabilitativa, chi monitora la presa in carico del paziente sono elementi caratterizzanti della parte assistenziale.

La lettera P invece indica il percorso del paziente in questa fase di accertamento e di diagnosi. Quali sono i centri preposti alla diagnosi, quando e dove il paziente deve fare le indagini diagnostiche, quando e dove deve ricevere i trattamenti sanitari sono tutti elementi caratterizzanti del percorso.

Per le patologie delle neuropatie disimmuni il PDTA è solitamente redatto dai neurologi e poi fatto proprio dalla Regione che lo formalizza e lo approva.

CIDP Italia Onlus
CIDP Italia Onlus

In realtà da tempo l’associazione chiede che il PDTA sia un processo che coinvolga più figure professionali tra le quali oltre al neurologo il fisiatra, lo psicologo, il nutrizionista e il farmacista.

Molti PDTA sono infatti concentrati sugli esami diagnostici e sul trattamento farmaceutico; la parte riabilitativa è solitamente non affrontata o fatto in modo marginale. Sino ad ora non si è considerato importante il supporto psicologico eppure una parte importante, secondo nostre stime anche il 50% dei pazienti, entra in crisi di identità al momento della diagnosi. Così come solitamente non si considera alcun supporto nutrizionale al paziente; eppure è una patologia nella quale il dosaggio del costoso farmaco è peso dipendente e soprattutto nel corso degli ultimi tempi sono in sviluppo studi nutrizionali specifici per le malattie neuromuscolari e infiammatorie.

I PDTA sono solitamente proposti autonomamente dalle regioni al fine di monitorare il costo di patologie particolarmente costose. Altre volte, come nel caso delle nostre patologie, sono volute dalle associazioni dei pazienti perché lamentano difficoltà di accesso alle cure e alle prestazioni e vedono nel PDTA la formalizzazione dell’esigibilità del diritto.

Ma il PDTA è soprattutto uno strumento importante di eguaglianza e di equità perché uniforma la presa in carico e i servizi dei quali il paziente può beneficiare anche valutandone l’appropriatezza e la necessità.

Per quanto riguarda le nostre patologie le Regioni che hanno adottato il PDTA sono le seguenti:

Regione Lombardia:
PDTA della Polineuropatia Cronica Infiammatoria Demielinizzante, Neuropatia Motoria Multifocale e della Sindrome di Lewis-Sumner

Regione Lazio:
PDTA della Polineuropatia Cronica Infiammatoria Demielinizzante

Regione Piemonte:
Raccomandazioni per le Polineuropatie Disimmuni Croniche

In questo momento si è in fase di conclusione l’iter per la definizione del PDTA nella Regione Puglia e un analogo percorso si sta iniziando in altre regioni.
L’auspicio è che quanto prima possano approvarsi i PDTA di ciascuna regione con il coinvolgimento attivo dell’associazione CIDP Italia ONLUS ma soprattutto dei pazienti locali che meglio di chiunque altro conoscono le criticità di ciascun territorio

CIDP Italia Onlus